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L’Associazione Morigenos alla 2ª conferenza BiNar26 a Lubiana

L’Associazione Morigenos alla 2ª conferenza BiNar26 a Lubiana

Sabato 31 gennaio si è tenuta a Lubiana la 2ª Conferenza per insegnanti di biologia e scienze naturali (BiNar26). L’evento, organizzato dalla Società Biologica di Slovenia e dal Dipartimento di Biologia della Facoltà di Biotecnica dell’Università di Lubiana, ha rappresentato un’ottima piattaforma per lo scambio di conoscenze e il networking tra esperti.
Anche Morigenos ha partecipato attivamente alla conferenza. La nostra coordinatrice didattica ha presentato ai partecipanti le attività dell’associazione e le possibilità di collaborazione con gli istituti scolastici. L’attenzione è stata rivolta ai nostri programmi educativi, con i quali desideriamo avvicinare i contenuti scientifici ai giovani e appassionarli alla ricerca marina.
Siamo stati lieti di poter conversare in un’atmosfera rilassata con numerosi insegnanti e professori presso il nostro stand, consegnando loro materiali didattici per il lavoro in classe. Un sentito ringraziamento agli organizzatori per l’invito: la partecipazione a eventi di questo tipo è fondamentale per diffondere la consapevolezza sull’importanza della protezione del mare.

Morigenos – 25 anni con i delfini: un quarto di secolo di impegno per il nostro mare (2001–2026)

Morigenos – 25 anni con i delfini: un quarto di secolo di impegno per il nostro mare (2001–2026)

L’anno in corso rappresenta un traguardo significativo per il mare sloveno e per i suoi abitanti permanenti. Morigenos – l’Associazione slovena per i mammiferi marini – celebra infatti 25 anni di attività ininterrotta. Quella che nel 2001 era nata come la visione di un piccolo gruppo di giovani appassionati si è oggi affermata come un’organizzazione professionale riconosciuta a livello internazionale, impegnata con orgoglio nella tutela della salute e del futuro dell’ecosistema marino. La nostra missione, tuttavia, non si è mai limitata al mare aperto: nel tempo siamo diventati una parte integrante della comunità, portando la conoscenza scientifica dal mare direttamente alle persone.
Dalle prime osservazioni ai risultati scientifici
Morigenos è nata con una visione chiara: studiare e proteggere i delfini e promuovere la conoscenza e il rispetto per l’ambiente marino. Il nostro lavoro principale è legato alla ricerca a lungo termine del tursiope (Tursiops truncatus) nell’Adriatico settentrionale, in particolare nell’area del Golfo di Trieste e nelle acque circostanti, con una forte attenzione alle acque slovene. Dal 2002 monitoriamo sistematicamente i delfini in questa regione, acquisendo una conoscenza a lungo termine dei singoli individui e raccogliendo dati che contribuiscono in modo significativo alla comprensione della popolazione e alla conservazione degli habitat marini. Siamo inoltre attivi nella ricerca anche in altre regioni del mondo, tra cui l’Africa occidentale, l’area araba e le Isole Pitcairn nel Pacifico meridionale.
Il Centro dei Delfini: la scienza nel cuore della comunità
Negli anni il nostro impegno ci ha permesso di rendere la scienza accessibile alle persone, nelle scuole, attraverso laboratori, conferenze e sul campo. Un traguardo particolarmente significativo è stato raggiunto nel giugno 2023 con l’apertura del Centro dei Delfini a Pirano. Si tratta di uno spazio in cui i visitatori possono scoprire i delfini, il mare e il nostro lavoro di ricerca in modo interattivo, educativo ed esperienziale. Il Centro ha sede nella Casa Barocca in Piazza Tartini 10, nel cuore di Pirano.
Oltre la ricerca: costruire il futuro per i nostri figli e la società
Crediamo che la tutela del mare passi attraverso l’educazione e il coinvolgimento delle persone. Nel corso degli anni abbiamo trasformato il sapere scientifico in esperienze concrete e condivise, rivolte a tutte le generazioni.
Attraverso numerosi laboratori, lezioni nelle scuole, campi e attività pratiche sul territorio, abbiamo permesso a migliaia di bambini di conoscere i delfini e di sviluppare un profondo rispetto per il patrimonio naturale. Con l’Accademia Morigenos abbiamo offerto a studenti delle scuole primarie e secondarie uno spazio sicuro e stimolante per un apprendimento attivo, dove, grazie al tutoraggio e ad attività di ricerca, hanno potuto sviluppare il pensiero critico e il senso di responsabilità verso l’ambiente che un giorno erediteranno.
Dedichiamo inoltre particolare attenzione ai gruppi più vulnerabili, poiché crediamo che il mare e la scienza non debbano essere un privilegio. Con il progetto Il Cuore del Mare apriamo il mondo dei mammiferi marini a bambini provenienti da contesti socialmente svantaggiati, persone anziane e persone con disabilità, rafforzando il senso di inclusione e appartenenza. Inoltre, la piattaforma online Dall’Aula al Mare offre un’aula virtuale gratuita con contenuti su biologia, ecologia e conservazione della natura, pensati per diverse fasce d’età e livelli di conoscenza: dagli studenti agli insegnanti, dai genitori agli appassionati di scienze naturali.
Un sentito ringraziamento ai nostri sostenitori
In occasione di questo anniversario, siamo profondamente consapevoli che il nostro percorso non sarebbe stato possibile senza il sostegno di molti. Desideriamo ringraziare di cuore tutti coloro che in questi 25 anni hanno seguito il nostro lavoro, diffuso la conoscenza sui delfini, partecipato ai nostri eventi, condiviso i nostri contenuti e segnalato le proprie osservazioni in mare. Insieme avete contribuito a costruire la storia di Morigenos.
Un ringraziamento speciale va anche ai nostri donatori, sostenitori e sponsor, che credono nella nostra missione e ci permettono di svolgere un lavoro di ricerca e di campo indipendente e professionale, anche nei momenti più impegnativi. Un grazie particolare va al Comune di Pirano, che ci ha affidato gli spazi nella Casa Barocca, permettendo alla scienza di trovare una casa nel cuore della città e offrendo ai visitatori l’opportunità di avvicinarsi ancora di più ai delfini.
Un anno di celebrazioni e una promessa per il futuro
Per noi, 25 anni non sono solo una ricorrenza, ma una promessa per il futuro. Poiché il futuro dei delfini è inseparabilmente legato al futuro del nostro mare, continueremo con la stessa dedizione a fare ricerca, educare e creare connessioni tra le persone.
Nel corso di questo anno giubilare stiamo preparando una serie di attività ed eventi speciali per celebrare insieme questa importante ricorrenza. Vi invitiamo a seguirci sul nostro sito web e sui canali social, dove condivideremo tutte le novità.
Grazie per essere al nostro fianco e per l’attenzione che dedicate al nostro mare.

Giovane femmina di delfino nuota con una rete per un anno: uno studio raro dal Nord Adriatico

Giovane femmina di delfino nuota con una rete per un anno: uno studio raro dal Nord Adriatico

Morigenos ha fornito nuovi spunti sull’aggrovigliamento cronico dei delfini nelle attrezzature da pesca e sulle potenziali opzioni di intervento. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Diseases of Aquatic Organisms descrive un caso raro ma istruttivo di una giovane femmina di delfino che ha trascorso più di un anno impigliata in un’attrezzatura da pesca nel Nord Adriatico. Lo studio, condotto in collaborazione tra l’associazione Morigenos e l’Istituto Veterinario Nazionale sloveno, fornisce importanti nuovi spunti per la gestione dei casi di impigliamento dei mammiferi marini e per le decisioni sui possibili interventi.
Uno studio multidisciplinare basato su un caso raro
Lo studio si è basato sul monitoraggio a lungo termine dell’animale e sulla successiva necropsia, offrendo agli scienziati una rara visione dei meccanismi e delle conseguenze dell’intrappolamento nelle reti da pesca. Morigenos  – società slovena dei mammiferi marini ha monitorato la giovane femmina, che all’epoca aveva circa un anno, nell’ambito di un monitoraggio sul campo a lungo termine; i ricercatori conoscevano già lei e sua madre da tempo. Durante una delle osservazioni, è stato notato che il delfino trasportava un pezzo di rete da pesca sul corpo. La rete era impigliata nella pinna dorsale e parte della corda era penetrata nel tessuto della pinna stessa. Le fotografie hanno mostrato che, a un certo punto, la rete si era incastrata anche sulla fronte, ma in seguito si era spezzata o staccata da sola. L’aggrovigliamento accidentale nelle attrezzature da pesca spesso provoca la morte immediata di balene e delfini, soprattutto nelle specie più piccole, ma in alcuni casi gli animali riescono a liberarsi con parti di rete o corda ancora  attaccate. Casi di questo tipo di impigliamento a lungo termine sono ben noti nelle grandi balene, ma sono descritti molto meno frequentemente nei delfini.
Nonostante il prolungato impigliamento durato oltre un anno, l’animale è rimasto in buone condizioni fisiche, indicando che l’evento non è necessariamente fatale in certi casi, pur rappresentando un rischio serio e a lungo termine. I ricercatori hanno monitorato le sue condizioni e i possibili sviluppi attraverso documentazione fotografica e osservazioni comportamentali. Sebbene la rete penetrasse sempre più a fondo nella pinna dorsale, l’animale si muoveva, si immergeva e si comportava in modo relativamente normale. I ricercatori hanno valutato che la situazione si sarebbe probabilmente risolta senza un intervento umano diretto, ma purtroppo la storia ha avuto un esito diverso.
Un anno dopo, il delfino è rimasto intrappolato in un’altra rete da pesca, che questa volta si è rivelata fatale. Presso l’Istituto Nazionale Veterinario della Facoltà di Medicina Veterinaria di Lubiana è stata eseguita una necroscopia approfondita, in collaborazione tra Morigenos e l’Istituto Nazionale Veterinario. Durante la necroscopia sono stati inoltre prelevati diversi campioni per ulteriori analisi diagnostiche. I risultati hanno confermato le buone condizioni fisiche dell’animale osservate in mare. È emerso inoltre che il secondo impigliamento era indipendente dal primo e che la situazione originale si sarebbe probabilmente risolta da sola.
E per quanto riguarda l’intervento?
A questo punto, molti si staranno probabilmente chiedendo: «Perché gli esperti non hanno aiutato l’animale durante tutto questo tempo?»
Dopo il primo avvistamento, i ricercatori hanno valutato attentamente le possibili opzioni di intervento, ma a causa di diverse limitazioni hanno deciso che l’intervento non rappresentava la scelta migliore. In base alla mobilità e al comportamento dell’animale, non era possibile avvicinarlo in sicurezza né rimuovere la rete a distanza, il che limitava significativamente le opzioni disponibili. Qualsiasi tentativo di cattura avrebbe potuto causare ulteriore stress, lesioni o persino la morte dell’animale. Poiché il piccolo dipendeva ancora dalla madre, un tentativo di cattura avrebbe potuto anche portare alla separazione della coppia o al ferimento di entrambi, rappresentando un rischio aggiuntivo inaccettabile sia per il piccolo che per la madre. Le osservazioni hanno mostrato che l’animale era mobile, in buone condizioni fisiche e chiaramente in grado di cacciare con successo, come dimostrato dalla sua sopravvivenza a lungo termine. Inoltre, sembrava possibile che la rete potesse fuoriuscire nuovamente dalla pinna dorsale, risolvendo il problema, poiché la rete sarebbe probabilmente caduta dall’animale. I ricercatori hanno quindi deciso che il monitoraggio continuo fosse l’opzione più sensata, valutando le probabilità di sopravvivenza come relativamente buone.
«Molte persone immaginano che sia possibile semplicemente catturare un delfino, sollevarlo su una barca, rimuovere il corpo estraneo e lasciarlo andare», ha dichiarato il dott. Tilen Genov, autore principale dello studio. «Purtroppo, con i delfini selvatici le cose non sono così semplici. Si tratta di animali grandi, pesanti e agili, che si immergono e non si lasciano catturare facilmente. Inoltre, sono molto diversi dai mammiferi terrestri, il che complica molte procedure che altrimenti funzionerebbero sugli animali terrestri. Ad esempio, non è possibile sedare i delfini, e vi è anche il rischio della cosiddetta miopatia da cattura, in cui l’animale può morire a causa di una risposta acuta allo stress. Qualsiasi misura deve quindi essere valutata con estrema attenzione», ha aggiunto.
«L’animale era in ottime condizioni corporee», ha affermato il coautore dello studio, il dott. Tomislav Paller dell’Istituto Nazionale Veterinario, che ha condotto la necroscopia. «A eccezione delle lesioni direttamente correlate alla rete, l’animale era sano e in buone condizioni, compresi gli organi interni, e si nutriva con successo».
«È estremamente difficile valutare lo stato di salute o la prognosi di un animale in natura. Tuttavia, la necroscopia ha dimostrato che la nostra valutazione iniziale era corretta e che l’animale aveva ottime possibilità di sopravvivenza. Purtroppo, il secondo incontro con una rete non ha avuto un esito favorevole, ma le evidenze suggeriscono che si sia trattato di un evento indipendente dal primo», ha aggiunto il dott. Genov.
Il ruolo dei pescatori
Gli autori hanno sottolineato che la collaborazione dei pescatori locali è stata fondamentale per questo studio, poiché sono stati proprio i pescatori a informare i ricercatori del delfino catturato e a riportarlo in porto. Ciò ha fornito informazioni cruciali sull’evento, che altrimenti non sarebbero state disponibili.
«Abbiamo un rapporto di lunga data e di reciproca fiducia con i pescatori», ha dichiarato il dott. Genov. «Invece di rigettare l’animale in mare, come avviene comunemente in molte parti del mondo, i pescatori di Pirano lo hanno portato da noi, permettendoci di trarne insegnamento. Forse la sua morte non è stata del tutto vana».
Tutti i dati indicano che il delfino non è rimasto impigliato nella rete mentre si nutriva dei pesci già catturati dall’attrezzo da pesca, ma che l’intrappolamento è stato probabilmente il risultato di curiosità, disattenzione, inesperienza o di una combinazione di questi fattori.
Un caso triste ma istruttivo
Questo studio rappresenta un raro esempio, su scala globale, di un’analisi approfondita dei meccanismi e delle conseguenze dell’intrappolamento nelle reti da pesca. Raramente gli scienziati hanno l’opportunità di combinare osservazioni su animali vivi con esami post-mortem dettagliati. Lo studio solleva importanti interrogativi su quando e come intervenire e dimostra chiaramente la necessità di decisioni ponderate e specifiche per ciascun caso in merito agli interventi. I risultati di questo caso hanno inoltre contribuito allo sviluppo di linee guida globali per l’azione in caso di intrappolamento dei delfini nelle reti da pesca. Gli autori sottolineano che anche la decisione di «non intervenire» (monitorando comunque la situazione) rappresenta una decisione legittima. Nonostante l’esito triste, i ricercatori auspicano che queste conclusioni contribuiscano in futuro a una migliore comprensione e prevenzione di tali eventi, in cui sarà fondamentale sapere cosa fare e cosa evitare.
Lo studio è disponibile QUI (o su richiesta via e-mail).

Morigenos tra i beneficiari della donazione della Gorenjska banka per il progetto “Il cuore del mare – i delfini uniscono i più vulnerabili”

Morigenos tra i beneficiari della donazione della Gorenjska banka per il progetto “Il cuore del mare – i delfini uniscono i più vulnerabili”

Siamo lieti di annunciare che Morigenos è tra i beneficiari dei fondi di donazione della Gorenjska banka nell’ambito del bando Cuore per grandi storie. Il nostro progetto “Il cuore del mare – i delfini uniscono i più vulnerabili” è stato selezionato tra numerose iniziative che promuovono lo sviluppo di una comunità sostenibile, inclusiva e solidale.
Il progetto è dedicato ai gruppi più vulnerabili – bambini provenienti da contesti socialmente svantaggiati, persone anziane e persone con bisogni speciali. Insieme esploreremo il mondo dei delfini, approfondiremo l’importanza della tutela dell’ambiente marino e realizzeremo la mostra Il cuore del mare, che raccoglierà i pensieri, i disegni e i messaggi dei partecipanti.
Con questo progetto desideriamo avvicinare il fascino e il valore del mare a chi raramente ha l’opportunità di entrarvi in contatto, dimostrando che il mare sa davvero unire.
Il progetto sarà realizzato all’inizio del 2026 e vi terremo aggiornati sul suo sviluppo e sui suoi risultati attraverso i nostri canali di comunicazione.
Un sentito ringraziamento alla Gorenjska banka per il suo sostegno, grazie al quale potremo creare nuove opportunità di apprendimento, esperienza e comunità.

Morigenos presenta alla Barcolana le sue ricerche sui delfini dell’Alto Adriatico

Morigenos presenta alla Barcolana le sue ricerche sui delfini dell’Alto Adriatico

Lunedì 6 ottobre 2025, il presidente di Morigenos, il dott. Tilen Genov, ha partecipato a un incontro dedicato alla tutela dei mammiferi marini organizzato durante la Barcolana di Trieste. L’iniziativa, promossa dall’Area Marina Protetta di Miramare e dalla Direzione marittima – Guardia Costiera di Trieste, ha avuto come obiettivo quello di promuovere la conoscenza e la conservazione dei mammiferi marini dell’Adriatico, rafforzando al tempo stesso la collaborazione tra il mondo scientifico e gli operatori del mare.
Il dott. Tilen Genov è stato invitato come uno dei relatori. Nel suo intervento intitolato «Monitoraggio a lungo termine di mammiferi marini in alto Adriatico», ha presentato le attività dell’associazione Morigenos, che dal 2002 svolge ricerche scientifiche sui delfini nelle acque slovene e nel Golfo di Trieste. Ha sottolineato l’importanza del monitoraggio a lungo termine per comprendere la dinamica delle popolazioni, la struttura sociale e i movimenti dei delfini, nonché i cambiamenti ambientali che influenzano la loro sopravvivenza, affrontando anche le principali minacce cui sono esposti.
L’evento ha visto anche gli interventi del dott. Giovanni Bearzi, presidente di Dolphin Biology and Conservation, che ha parlato dell’ecologia dei delfini e delle interazioni con le attività umane nell’Adriatico, e del prof. Sandro Mazzariol dell’Università di Padova, che ha illustrato la gestione dei casi di spiaggiamento dei mammiferi marini. Entrambi gli esperti contribuiscono in modo significativo alla conoscenza e alla conservazione dei mammiferi marini nella regione.
Le presentazioni erano rivolte principalmente a coloro che frequentano il mare per lavoro o per passione – tra il pubblico erano presenti rappresentanti delle Capitanerie di Porto di Trieste, Monfalcone e Porto Nogaro, dell’Autorità Portuale di Trieste, membri dei circoli velici e diving locali, nonché ricercatori degli enti scientifici triestini. Questi incontri permettono un diretto scambio di conoscenze tra ricercatori e operatori del mare, promuovendo una visione condivisa dell’importanza della tutela dell’ambiente marino.
L’evento è stato anche un’occasione per presentare alcune attività realizzate nell’ambito del progetto Interreg SeaInsights, tra cui il campionamento del DNA ambientale (eDNA) e le tecniche di campionamento avanzato con l’uso di droni.

Il progetto Seainsights è co-finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia

Morigenos alla Famnit (Università del Litorale): l’importanza dello studio di balene e delfini

Morigenos alla Famnit (Università del Litorale): l’importanza dello studio di balene e delfini

Giovedì 18 settembre 2025, il presidente di Morigenos, doc. dr. Tilen Genov, ha tenuto una conferenza alla Conferenza studentesca di biologia e psicologia presso Famnit – la Facoltà di Matematica, Scienze Naturali e Tecnologie Informatiche dell’Università del Litorale.
Nella sua presentazione «I delfini della Slovenia, dell’Africa e a livello globale: l’importanza dello studio di balene e delfini» ha accompagnato il pubblico in un viaggio nel mondo di questi straordinari mammiferi marini – dall’Adriatico settentrionale all’Africa occidentale. Ha illustrato l’importanza delle balene e dei delfini come indicatori dello stato degli oceani e come simboli della conservazione della biodiversità. Mentre alcune specie sono numerose e diffuse, altre sono rare, minacciate o addirittura sull’orlo dell’estinzione. Il loro studio rivela quindi molto più dei soli segreti delle loro vite – racconta i cambiamenti che avvengono nei mari e il nostro impatto su di essi.
Attraverso esempi tratti dal proprio lavoro di ricerca, il dott. Genov ha inoltre mostrato perché la protezione di balene e delfini sia fondamentale non solo per la salvaguardia degli ecosistemi marini, ma anche per la mitigazione dei cambiamenti climatici.
Siamo grati agli organizzatori per l’invito e per l’opportunità di condividere con i partecipanti alla conferenza l’importanza della ricerca e della conservazione marina.

Corso di formazione di due giorni sul monitoraggio di delfini, tartarughe e foche nel Mare Adriatico

Corso di formazione di due giorni sul monitoraggio di delfini, tartarughe e foche nel Mare Adriatico

Martedì 16 e mercoledì 17 settembre 2025 si è svolto a Portorose e a Pirano un corso di formazione di due giorni intitolato “Monitoraggio delle specie marine indicatrici e delle interazioni con le attività antropiche nel Mare Adriatico”, organizzato dall’associazione Morigenos in collaborazione con i partner del progetto SAMESEA.
Le lezioni, tenute da esperti di mammiferi marini e di tartarughe provenienti dall’ Italia, Croazia, Slovenia, Montenegro e Grecia, hanno offerto ai partecipanti che operano nel settore marittimo una panoramica sulla biologia del tursiope (Tursiops truncatus), della tartaruga comune (Caretta caretta) e della foca monaca mediterranea (Monachus monachus), oltre a illustrare diverse metodologie di monitoraggio di queste specie indicatrici nelle aree dell’Adriatico e dello Ionio. Nei laboratori pratici i partecipanti hanno potuto cimentarsi in simulazioni di salvataggio di un delfino e di una tartaruga spiaggiati, nonché osservare come sia possibile monitorare i delfini anche dalla costa mediante l’uso di binocoli.
All’evento hanno preso parte rappresentanti del Comune di Pirano, del Parco naturale di Strugnano, degli istituti YouSea e NOMED. Le lezioni e i laboratori pratici sono stati realizzati dall’associazione Morigenos, dal consorzio universitario italiano CoNISMa, dall’istituto montenegrino Montenegro Dolphin Research, dall’istituto croato Blue World, dalla Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Zagabria (VEFUNIZG) e dall’Istituto greco per la tutela del mare Archipelagos. Rivolgiamo un sentito ringraziamento a tutti i partecipanti e agli organizzatori per la preziosa collaborazione e per la piacevolissima compagnia.

Un nuovo studio di Morigenos rivela diverse abitudini alimentari dei delfini nell’Adriatico settentrionale

Un nuovo studio di Morigenos rivela diverse abitudini alimentari dei delfini nell’Adriatico settentrionale

I delfini nell’Adriatico settentrionale non si nutrono tutti nello stesso modo. Morigenos – società slovena dei mammiferi marini studia da oltre vent’anni la popolazione di tursiopi (Tursiops truncatus) nel Golfo di Trieste e nelle acque circostanti. Ricerche precedenti hanno dimostrato che questi delfini formano diversi gruppi sociali, ciascuno con comportamenti e modalità di utilizzo dell’habitat peculiari. Un nuovo studio, condotto da Morigenos in collaborazione con l’Università di St Andrews (Regno Unito) e l’Università di Barcellona (Spagna), mostra che tali differenze si riflettono anche nella loro dieta.
Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Science of the Total Environment, ha rivelato che i delfini dell’Adriatico settentrionale presentano differenti abitudini alimentari, persino all’interno della stessa popolazione. I gruppi sociali occupano nicchie ecologiche diverse, con abitudini e strategie di alimentazione specifiche. Questi risultati evidenziano come la dieta della popolazione sia influenzata sia da fattori sociali sia da fattori ecologici.
Il team di ricerca ha utilizzato l’analisi degli isotopi stabili, una metodologia che esamina sottili differenze chimiche in elementi come carbonio e azoto presenti nei tessuti animali. Queste “impronte chimiche” riflettono ciò di cui l’animale si è nutrito e gli habitat frequentati in un periodo prolungato. Questo approccio ha permesso agli scienziati di rilevare differenze alimentari tra i gruppi di delfini, senza tuttavia identificare le singole specie predate.
«Questo studio dimostra che i delfini appartenenti alla stessa popolazione possono comportarsi in modo molto diverso dal punto di vista alimentare», ha dichiarato il dott. Tilen Genov di Morigenos, che ha guidato la ricerca. «Riconoscere tali differenze è fondamentale per comprendere l’impatto delle attività umane sui delfini e viceversa, incluso il possibile effetto sulla pesca».
Contrariamente alla convinzione comune, il comportamento dei delfini nei confronti della pesca non è uniforme. Alcuni pescatori presumono che i delfini riducano sempre le catture o danneggino le reti, ma decenni di ricerche mostrano notevoli differenze di comportamento tra individui e gruppi sociali.
In modo sorprendente, lo studio non ha evidenziato una chiara correlazione tra le abitudini alimentari e le concentrazioni di contaminanti nocivi nei tessuti dei delfini. Ciò mette in discussione l’idea che la sola dieta determini l’esposizione agli inquinanti, sottolineando la necessità di considerare fattori ecologici più complessi.
La ricerca evidenzia l’importanza di preservare non solo le specie e la diversità genetica, ma anche la diversità comportamentale. Comprendere queste sottili differenze nelle reti trofiche marine può aiutare l’umanità a prendere decisioni più informate per la tutela degli ecosistemi marini.
L’articolo è liberamente accessibile QUI.

Morigenos partecipa alla ricerca su rare specie di cetacei a Saint Vincent e Grenadine

Morigenos Partecipa alla Ricerca su Rare Specie di Cetacei a Saint Vincent e Grenadine

Il dott. Tilen Genov di Morigenos si trova attualmente a Saint Vincent e Grenadine, dove partecipa a una spedizione di ricerca internazionale focalizzata su balene e delfini — in particolare sul raro capodoglio nano (Kogia sima), una delle specie di cetacei meno conosciute al mondo.
La spedizione, guidata dal dott. Jeremy Kiszka della Florida International University, riunisce ricercatori con l’obiettivo di comprendere meglio la distribuzione, l’abbondanza, la struttura sociale, l’ecologia e il comportamento vocale del capodoglio pigmeo. Vengono inoltre raccolti dati su numerose altre specie, tra cui la stenella dal lungo rostro, la stenella maculata pantropicale, il lagenodelfino e il capodoglio.
Il dott. Genov svolge un ruolo di rilievo nel progetto, occupandosi principalmente della conduzione di veicoli aerei senza pilota (droni) per le osservazioni aeree e contribuendo allo studio della struttura sociale del capodoglio pigmeo. Partecipa inoltre alle attività di campo generali, collaborando all’interno di un team multidisciplinare. I ricercatori utilizzano droni, idrofoni e tecniche di foto-identificazione per studiare questi rari mammiferi marini.
Questa ricerca mira non solo ad ampliare le conoscenze scientifiche, ma anche a sostenere futuri sforzi di conservazione, fornendo dati di base indispensabili su una specie ancora avvolta nel mistero.
Restate sintonizzati per ulteriori aggiornamenti mentre il team continua a svelare i segreti di questi abitanti degli abissi.

Svolto con successo l’incontro locale sul tema della coesistenza con le specie marine indicatrici

Svolto con successo l’incontro locale sul tema della coesistenza con le specie marine indicatrici

Martedì 24 giugno 2025 si è svolto a Pirano un incontro incentrato sulla coesistenza tra le attività marittime umane e la presenza di delfini e tartarughe nel mare sloveno. Insieme ai rappresentanti delle istituzioni locali abbiamo discusso delle buone pratiche di coesistenza già affermate, evidenziando al contempo le sfide che ostacolano un miglior rapporto con le specie marine indicatrici. Sono stati inoltre raccolti alcuni suggerimenti per possibili miglioramenti.
È stato rilevato:
● che l’informazione del pubblico sulla presenza di delfini e tartarughe nel mare è di fondamentale importanza, soprattutto prima dell’inizio della stagione turistica estiva;
● che è necessario lavorare di più sull’atteggiamento negativo dei pescatori nei confronti dei delfini;
● che la conservazione dello stato di salute dell’ambiente marino è troppo spesso trascurata.
All’incontro hanno partecipato: l’associazione Morigenos, l’Amministrazione marittima, la Stazione di polizia marittima di Capodistria, il Parco paesaggistico di Punta Grossa (Debeli Rtič), l’Istituto per la pesca della Slovenia e l’Ente pubblico per la promozione dell’imprenditorialità e dei progetti di sviluppo del Comune di Isola. Ringraziamo tutti i partecipanti per i loro preziosi contributi e le esperienze condivise. Insieme possiamo realizzare una coesistenza sostenibile tra l’essere umano e le specie marine indicatrici nella regione adriatico-ionica.

Il progetto SAMESEA è cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Interreg IPA ADRION.

Sito web del progetto: https://samesea.interreg-ipa-adrion.eu

Annunciata la data della 18ª giornata dei delfini!

18ª Giornata dei Delfini

Siete invitati il 2 agosto 2025 alla 18ª Giornata dei Delfini – un evento che unisce persone, natura e mare!
Morigenos vi invita per la diciottesima volta alla tradizionale Giornata dei Delfini. Anche quest’anno ci incontreremo a Pirano con un programma vario per sensibilizzare sull’importanza della protezione dei delfini e del loro ambiente marino.
Qual è lo scopo dell’evento?
Presentare la ricerca e la tutela dei delfini nel mare sloveno e avvicinare la vita di questi straordinari animali al grande pubblico.
L’ingresso è gratuito!
Venite, partecipate e sostenete gli sforzi per proteggere i delfini nel nostro mare. Saremo felici della vostra presenza!
Lo sponsor dell’evento è il Porto di Capodistria. Il patrocinatore dell’evento è il Comune di Pirano.