27-01-2026
Giovane femmina di delfino nuota con una rete per un anno: uno studio raro dal Nord Adriatico
Giovane femmina di delfino nuota con una rete per un anno: uno studio raro dal Nord Adriatico
Morigenos ha fornito nuovi spunti sull’aggrovigliamento cronico dei delfini nelle attrezzature da pesca e sulle potenziali opzioni di intervento. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Diseases of Aquatic Organisms descrive un caso raro ma istruttivo di una giovane femmina di delfino che ha trascorso più di un anno impigliata in un’attrezzatura da pesca nel Nord Adriatico. Lo studio, condotto in collaborazione tra l’associazione Morigenos e l’Istituto Veterinario Nazionale sloveno, fornisce importanti nuovi spunti per la gestione dei casi di impigliamento dei mammiferi marini e per le decisioni sui possibili interventi.

Uno studio multidisciplinare basato su un caso raro
Lo studio si è basato sul monitoraggio a lungo termine dell’animale e sulla successiva necropsia, offrendo agli scienziati una rara visione dei meccanismi e delle conseguenze dell’intrappolamento nelle reti da pesca. Morigenos – società slovena dei mammiferi marini ha monitorato la giovane femmina, che all’epoca aveva circa un anno, nell’ambito di un monitoraggio sul campo a lungo termine; i ricercatori conoscevano già lei e sua madre da tempo. Durante una delle osservazioni, è stato notato che il delfino trasportava un pezzo di rete da pesca sul corpo. La rete era impigliata nella pinna dorsale e parte della corda era penetrata nel tessuto della pinna stessa. Le fotografie hanno mostrato che, a un certo punto, la rete si era incastrata anche sulla fronte, ma in seguito si era spezzata o staccata da sola. L’aggrovigliamento accidentale nelle attrezzature da pesca spesso provoca la morte immediata di balene e delfini, soprattutto nelle specie più piccole, ma in alcuni casi gli animali riescono a liberarsi con parti di rete o corda ancora attaccate. Casi di questo tipo di impigliamento a lungo termine sono ben noti nelle grandi balene, ma sono descritti molto meno frequentemente nei delfini.

Nonostante il prolungato impigliamento durato oltre un anno, l’animale è rimasto in buone condizioni fisiche, indicando che l’evento non è necessariamente fatale in certi casi, pur rappresentando un rischio serio e a lungo termine. I ricercatori hanno monitorato le sue condizioni e i possibili sviluppi attraverso documentazione fotografica e osservazioni comportamentali. Sebbene la rete penetrasse sempre più a fondo nella pinna dorsale, l’animale si muoveva, si immergeva e si comportava in modo relativamente normale. I ricercatori hanno valutato che la situazione si sarebbe probabilmente risolta senza un intervento umano diretto, ma purtroppo la storia ha avuto un esito diverso.
Un anno dopo, il delfino è rimasto intrappolato in un’altra rete da pesca, che questa volta si è rivelata fatale. Presso l’Istituto Nazionale Veterinario della Facoltà di Medicina Veterinaria di Lubiana è stata eseguita una necroscopia approfondita, in collaborazione tra Morigenos e l’Istituto Nazionale Veterinario. Durante la necroscopia sono stati inoltre prelevati diversi campioni per ulteriori analisi diagnostiche. I risultati hanno confermato le buone condizioni fisiche dell’animale osservate in mare. È emerso inoltre che il secondo impigliamento era indipendente dal primo e che la situazione originale si sarebbe probabilmente risolta da sola.


