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La Giornata dei Delfini torna a Pirano per la diciannovesima volta

La Giornata dei Delfini torna a Pirano per la diciannovesima volta

L’associazione Morigenos vi invita cordialmente alla 19ª Giornata dei Delfini, che si terrà sabato 4 luglio 2026, a partire dalle ore 14.00, a Pirano.
L’obiettivo di questo tradizionale evento è avvicinare il grande pubblico, in particolare le famiglie e gli amanti della natura, all’importanza della tutela dell’ambiente marino e dei delfini in modo coinvolgente e accessibile, presentando al tempo stesso le ricerche pluriennali dei biologi nel mare sloveno.
L’evento è gratuito e offre un’ottima occasione per trascorrere del tempo di qualità in riva al mare. Vi invitiamo a riservare il primo sabato di luglio per celebrare insieme la vita nel blu!
Ringraziamo sinceramente il Comune di Pirano, patrocinatore dell’evento, e Luka Koper, sponsor dell’evento, per il sostegno nella realizzazione di una manifestazione che avvicina le persone al mondo marino e all’importanza della sua conservazione.

Bled ospita nuovamente gli esperti internazionali di cetacei

Bled ospita nuovamente gli esperti internazionali di cetacei

La scorsa settimana si è conclusa a Bled, Slovenia, la riunione di due settimane del Comitato Scientifico della Commissione baleniera internazionale (International Whaling Commission – IWC). Si tratta di uno dei più importanti incontri scientifici internazionali nel campo della ricerca e della conservazione di balene e delfini, che ogni due anni riunisce circa 150 tra i maggiori esperti mondiali nei settori della biologia, dell’ecologia, delle risorse naturali e della conservazione dei mammiferi marini.
Sebbene il nome dell’organizzazione contenga ancora la parola “baleniera”, il lavoro della IWC oggi non si concentra più esclusivamente sulle questioni legate alla caccia ai cetacei. Al centro delle attività vi sono soprattutto la ricerca e la conservazione di balene e delfini, nonché la ricerca di soluzioni alle moderne minacce che i mammiferi marini affrontano in tutto il mondo — dal rumore subacqueo, all’intrappolamento nelle reti da pesca e alle collisioni con le navi, fino all’inquinamento da plastica e agli effetti dei cambiamenti climatici. Il Comitato Scientifico è l’organo che prepara raccomandazioni e basi scientifiche per la Commissione commissione baleniera internazionale . Tra i suoi compiti vi sono la valutazione delle dimensioni e della diversità genetica delle popolazioni mondiali di balene e delfini, nonché la formulazione di pareri scientifici sull’adeguatezza delle quote per determinate forme di caccia alle balene.
Alla riunione ha partecipato anche il dott. Tilen Genov dell’associazione Morigenos, che ha presieduto il sottocomitato per le Questioni Ambientali. Questo sottocomitato si occupa di inquinamento chimico, rifiuti marini, malattie di balene e delfini, rumore subacqueo, cambiamenti climatici, degrado degli habitat e risposte ai casi di cetacei spiaggiati o deceduti. Le raccomandazioni del Comitato Scientifico saranno esaminate dalla Commissione durante la sua riunione ordinaria, che si terrà nel settembre 2026 a Hobart, in Australia.
Per Morigenos, la partecipazione ai lavori della Commissione Internazionale per la caccia alle balene rappresenta una parte importante della cooperazione internazionale e del coinvolgimento nei dibattiti globali sul futuro degli oceani e sulla conservazione dei mammiferi marini.

Morigenos presente all’ECS 2026 di Dundee, Scozia

Morigenos presente all’ECS 2026 di Dundee, Scozia

Quasi 800 esperti di mammiferi marini e studenti provenienti da istituzioni di diversi Paesi hanno partecipato alla 37ª Conferenza annuale della European Cetacean Society, svoltasi a Dundee, in Scozia (Regno Unito), dal 20 al 24 aprile. La conferenza, intitolata “From Basics to Benefits”, ha posto l’accento sull’importanza della ricerca scientifica di base per la conservazione dei mammiferi marini e del loro ambiente, promuovendo al contempo discussioni specialistiche sulle principali sfide e sulle soluzioni pratiche. I partecipanti sono stati accolti dal presidente di Morigenos, il dott. Tilen Genov, che attualmente ricopre anche il ruolo di presidente della ECS.

  Nella foto: Elena Pazhenkova (DivjaLabs), Urška Kajtna (Morigenos), Shakira Quiñones (Morigenos)

Due dei nostri ricercatrici hanno presentato poster scientifici. La nostra ricercatrice e dottoranda Urška Kajtna ha presentato un poster intitolato “Identifying common bottlenose dolphin (Tursiops truncatus) prey using photographs collected during focal follows”, che illustra un approccio non invasivo allo studio della dieta dei cetacei basato su rare immagini di eventi di alimentazione in superficie. Sebbene questo metodo non sia sufficiente per descrivere l’intera dieta dei tursiopi, può comunque fornire informazioni utili in una popolazione ben studiata. La sua partecipazione alla conferenza e la presentazione della ricerca sono state rese possibili grazie al progetto Interreg IPA ADRION SAMESEA.
La dott.ssa Shakira Quiñones ha presentato un poster intitolato “Friendly transboundary collaboration enhances understanding of bottlenose dolphin movement ecology in the northern Adriatic Sea”, nel quale ha illustrato i risultati della collaborazione con l’organizzazione italiana Dolphin Biology and Conservation, sviluppata nell’ambito del progetto SeaInsights del programma Interreg Italia-Slovenia. Il poster presenta dati sugli spostamenti dei nostri delfini tra Slovenia e Italia, nonché stime complessive della popolazione dell’Adriatico settentrionale.
Il nostro team ha trascorso un periodo davvero eccezionale a Dundee e attende con entusiasmo la conferenza ECS del prossimo anno.

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Il progetto SAMESEA è cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Interreg IPA ADRION. https://samesea.interreg-ipa-adrion.eu
Il progetto SeaInsights è co-finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia. https://www.ita-slo.eu/en/seainsights

Uniti per il futuro dei mammiferi marini: in Scozia è iniziata la 37ª conferenza della European Cetacean Society

Uniti per il futuro dei mammiferi marini: in Scozia è iniziata la 37ª conferenza della European Cetacean Society

Il team di Morigenos partecipa in questi giorni alla 37ª conferenza annuale della European Cetacean Society (ECS), che quest’anno si svolge a Dundee, in Scozia.
La giornata di oggi è stata segnata dall’apertura ufficiale della conferenza, presieduta dal dott. Tilen Genov, presidente di Morigenos e della European Cetacean Society. Si tratta della seconda conferenza che si tiene sotto la sua presidenza, dopo la sua elezione nel 2024.
La conferenza ECS è uno dei principali incontri scientifici in Europa dedicati alla ricerca e alla conservazione dei mammiferi marini. Ogni anno riunisce ricercatori, esperti di conservazione e altri professionisti provenienti da tutto il mondo.
Il tema di quest’anno, “Basics to Benefits”, sottolinea l’importanza di collegare la ricerca scientifica di base alle sue applicazioni pratiche per una conservazione efficace dei mammiferi marini. Il programma comprende numerose presentazioni scientifiche, poster e discussioni specialistiche, offrendo un’importante opportunità di scambio di conoscenze ed esperienze. Durante la conferenza verranno inoltre presentati il lavoro e le ricerche di Morigenos.
La European Cetacean Society, fondata nel 1987, promuove lo sviluppo della ricerca scientifica, la conservazione dei mammiferi marini e la sensibilizzazione del pubblico.
Maggiori informazioni sulla conferenza e sul programma sono disponibili sul sito ufficiale ECS.

Programmi educativi sui delfini in mare: collaborazioni con operatori locali di escursioni panoramiche

Programmi educativi sui delfini in mare: collaborazioni con operatori locali di escursioni panoramiche

L’associazione Morigenos inizia con entusiasmo una nuova stagione di programmi educativi primaverili. Ogni anno, la nostra “aula blu” tra le onde accoglie numerosi gruppi scolastici, offrendo agli studenti l’opportunità di scoprire il mondo dei mammiferi marini direttamente nel loro ambiente naturale.
Per garantire un’esperienza di alta qualità e adattarsi a gruppi di diverse dimensioni, collaboriamo regolarmente con operatori locali di escursioni panoramiche. Queste collaborazioni ci permettono la flessibilità logistica necessaria per realizzare i nostri programmi in diverse località lungo la costa slovena.
Una nuova stagione a bordo di Bracera Meja
Questa primavera, alcuni dei primi gruppi saranno ospitati a bordo dell’imbarcazione Bracera Meja. Siamo grati all’equipaggio per la disponibilità e il sostegno, che ci permettono di proporre contenuti educativi sulla biologia dei delfini, la conservazione del mare e l’importanza della biodiversità, avvicinando i partecipanti alla natura in modo diretto.
Siamo lieti che la costa slovena offra molteplici opportunità per realizzare questo tipo di programmi. La collaborazione con diversi operatori locali ci consente di adattarci alle dimensioni dei gruppi e alle esigenze specifiche di ciascuna scuola, garantendo un’esperienza di alta qualità per ogni partecipante.
I nostri programmi sono progettati per integrare il curriculum scolastico, stimolando al contempo l’apprezzamento della natura attraverso l’esperienza diretta. Durante le attività, alunni e studenti potranno imparare:
    • come identificare i singoli delfini mediante la tecnica della foto-identificazione
    • perché il Golfo di Trieste rappresenta un habitat fondamentale per il tursiope comune (Tursiops truncatus);
    • come viene condotta la ricerca marina e perché i dati scientifici sono essenziali per la conservazione;
    • come ogni individuo può contribuire alla protezione di un ecosistema marino pulito e sano.
Prenotate la vostra esperienza nella “aula blu”
Invitiamo tutte le scuole primarie e secondarie a unirsi a noi per esplorare le ricchezze del nostro mare. Le date dei programmi primaverili e autunnali si stanno rapidamente esaurendo, quindi consigliamo di prenotare quanto prima.
Come contattarci
  • E-mail: inviate la vostra richiesta tramite la mail morigenos@morigenos.org;
  • Telefono: chiamateci al +386 590 140 67 — saremo felici di assistervi nella pianificazione della vostra visita educativa
Vi aspettiamo in mare!

Dall’analisi dell’acqua marina a nuove scoperte sui predatori marini: l’associazione Morigenos vince il bando ARIS

Dall’analisi dell’acqua marina a nuove scoperte sui predatori marini: l’associazione Morigenos vince il bando ARIS

L’associazione Morigenos si è aggiudicata un nuovo progetto di ricerca nell’ambito del bando indetto dall’Agenzia pubblica per la ricerca e l’innovazione della Repubblica di Slovenia (ARIS), intitolato “eDiNA: DNA ambientale per il monitoraggio a livello individuale e di popolazione di predatori apicali marini “.
Il progetto
L’obiettivo del progetto è esaminare le potenzialità del DNA ambientale (environmental DNA o eDNA) come strumento per il campionamento genetico non invasivo dei predatori marini, in particolare di balene e delfini. I metodi tradizionali per l’acquisizione di dati genetici in ambiente marino risultano spesso complessi, poiché sono invasivi oppure limitati all’analisi di campioni provenienti da individui morti. Il progetto propone invece l’analisi di campioni di acqua di mare contenenti DNA rilasciato dagli animali, offrendo così un metodo meno invasivo per lo studio di queste specie elusive.
Obiettivi e risultati attesi
La ricerca si concentrerà sullo sviluppo di protocolli per l’isolamento di una quantità e qualità adeguata di DNA dei singoli individui dall’acqua di mare. Attraverso questo progetto si mira a:
    • migliorare la capacità di effettuare un campionamento rappresentativo dei predatori marini in ambiente naturale;
    • raccogliere dati essenziali per la loro gestione e conservazione;
    • comprendere meglio l’impatto dei cambiamenti climatici globali su queste specie.
I risultati attesi forniranno nuovi dati sulla composizione genetica, sulla struttura delle popolazioni, sulla connettività e sulla demografia dei predatori marini apicali.
Il gruppo di ricerca
Il progetto è coordinato dal presidente dell’associazione Morigenos, il dott. Tilen Genov, in collaborazione con la Facoltà di Biotecnologia dell’Università di Lubiana. Il gruppo di ricerca riunisce specialisti nei campi della genetica molecolare, dell’ecologia e della biologia della conservazione.
Nuove conoscenze per una tutela più efficace del mare
Il progetto eDiNA consentirà lo sviluppo di nuove metodologie avanzate che permetteranno di ottenere informazioni chiave sui predatori marini senza arrecare disturbo agli animali. Tali conoscenze sono fondamentali per la loro conservazione a lungo termine e per una migliore comprensione degli impatti derivanti dai mutamenti dell’ambiente marino.

I partner del progetto SAMESEA riuniti a Podgorica per il quarto incontro

I partner del progetto SAMESEA riuniti a Podgorica per il quarto incontro

I partner del progetto SAMESEA si sono riuniti nuovamente il 25 febbraio, questa volta a Podgorica, capitale del Montenegro. Il progetto, che entra ora nel suo ultimo anno, riunisce 11 partner provenienti dalla regione adriatico-ionica con l’obiettivo di affrontare in modo coordinato le principali sfide legate alla conservazione della biodiversità marina e al monitoraggio degli ecosistemi marini.
Durante l’incontro, l’associazione Morigenos ha presentato i primi risultati dell’azione pilota nel Golfo di Pirano, nell’ambito della quale abbiamo raccolto segnalazioni sulla presenza di delfini e tartarughe marine nella baia, effettuato il monitoraggio di queste specie e analizzato le possibili interazioni tra i delfini e un impianto di acquacoltura. Insieme ai partner abbiamo esaminato i risultati e i prodotti del progetto realizzati finora e pianificato le prossime attività.
Nei prossimi mesi ci concentreremo sul miglioramento dei metodi armonizzati per la raccolta e la segnalazione dei dati sulle specie target nella regione adriatico-ionica, nonché sull’ampliamento della rete di partner SAMESEA.
Il progetto SAMESEA è cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Interreg IPA ADRION.
Sito web del progetto: https://samesea.interreg-ipa-adrion.eu

Importante riconoscimento per la scienza slovena: il presidente della società Morigenos tra i redattori di una delle principali riviste mondiali

Importante riconoscimento per la scienza slovena: il presidente della società Morigenos tra i redattori di una delle principali riviste mondiali

Morigenos – la società slovena dei mammiferi marini annuncia con grande orgoglio che il suo presidente, il Dr. Tilen Genov, è stato invitato e nominato nel dicembre 2025 Associate Editor (redattore associato) della prestigiosa rivista scientifica internazionale Marine Mammal Science.
La rivista Marine Mammal Science, pubblicata dal 1985, è considerata la testata scientifica più autorevole e la più influente nel campo della ricerca sui mammiferi marini. In essa vengono pubblicati i più rilevanti risultati scientifici su biologia, ecologia, comportamento, conservazione e gestione delle popolazioni di mammiferi marini a livello globale, rappresentando al contempo una delle piattaforme chiave per lo sviluppo e l’indirizzo della professione.
Che cosa comporta il ruolo di Associate Editor?
L’Associate Editor contribuisce a garantire l’integrità e l’eccellenza scientifica della rivista ed è responsabile della gestione editoriale completa dei singoli contributi scientifici. I suoi compiti includono la valutazione della qualità scientifica dei manoscritti, la selezione di revisori esperti adeguati, il monitoraggio e il coordinamento del processo di revisione tra pari, nonché la formulazione di raccomandazioni in merito alla pubblicazione. Si tratta di una funzione di estrema responsabilità professionale, che richiede conoscenze approfondite, esperienza nella ricerca e un elevato livello di fiducia da parte della comunità scientifica internazionale.
Accetto il ruolo di Associate Editor con un profondo senso di responsabilità e onore. La rivista Marine Mammal Science gode di una reputazione speciale nel nostro settore e questo invito rappresenta soprattutto un segno di fiducia e un’opportunità per contribuire attivamente al mantenimento di elevati standard scientifici”, ha dichiarato Dr. Tilen Genov in occasione della nomina.
L’importanza della nomina per la comunità scientifica slovena
La nomina rappresenta un importante riconoscimento internazionale sia per il Dr. Genov, sia per la società Morigenos, nonché per l’intera comunità di ricerca in Slovenia. Per un paese con una costa relativamente breve, un tale ruolo consolida ulteriormente l’integrazione internazionale della scienza slovena nel campo dei mammiferi marini.
Questo traguardo conferma che il lavoro di ricerca di Morigenos trascende i confini nazionali e contribuisce attivamente allo sviluppo della scienza dei mammiferi marini a livello globale.
Sincere congratulazioni!

L’Associazione Morigenos alla 2ª conferenza BiNar26 a Lubiana

L’Associazione Morigenos alla 2ª conferenza BiNar26 a Lubiana

Sabato 31 gennaio si è tenuta a Lubiana la 2ª Conferenza per insegnanti di biologia e scienze naturali (BiNar26). L’evento, organizzato dalla Società Biologica di Slovenia e dal Dipartimento di Biologia della Facoltà di Biotecnica dell’Università di Lubiana, ha rappresentato un’ottima piattaforma per lo scambio di conoscenze e il networking tra esperti.
Anche Morigenos ha partecipato attivamente alla conferenza. La nostra coordinatrice didattica ha presentato ai partecipanti le attività dell’associazione e le possibilità di collaborazione con gli istituti scolastici. L’attenzione è stata rivolta ai nostri programmi educativi, con i quali desideriamo avvicinare i contenuti scientifici ai giovani e appassionarli alla ricerca marina.
Siamo stati lieti di poter conversare in un’atmosfera rilassata con numerosi insegnanti e professori presso il nostro stand, consegnando loro materiali didattici per il lavoro in classe. Un sentito ringraziamento agli organizzatori per l’invito: la partecipazione a eventi di questo tipo è fondamentale per diffondere la consapevolezza sull’importanza della protezione del mare.

Morigenos – 25 anni con i delfini: un quarto di secolo di impegno per il nostro mare (2001–2026)

Morigenos – 25 anni con i delfini: un quarto di secolo di impegno per il nostro mare (2001–2026)

L’anno in corso rappresenta un traguardo significativo per il mare sloveno e per i suoi abitanti permanenti. Morigenos – l’Associazione slovena per i mammiferi marini – celebra infatti 25 anni di attività ininterrotta. Quella che nel 2001 era nata come la visione di un piccolo gruppo di giovani appassionati si è oggi affermata come un’organizzazione professionale riconosciuta a livello internazionale, impegnata con orgoglio nella tutela della salute e del futuro dell’ecosistema marino. La nostra missione, tuttavia, non si è mai limitata al mare aperto: nel tempo siamo diventati una parte integrante della comunità, portando la conoscenza scientifica dal mare direttamente alle persone.
Dalle prime osservazioni ai risultati scientifici
Morigenos è nata con una visione chiara: studiare e proteggere i delfini e promuovere la conoscenza e il rispetto per l’ambiente marino. Il nostro lavoro principale è legato alla ricerca a lungo termine del tursiope (Tursiops truncatus) nell’Adriatico settentrionale, in particolare nell’area del Golfo di Trieste e nelle acque circostanti, con una forte attenzione alle acque slovene. Dal 2002 monitoriamo sistematicamente i delfini in questa regione, acquisendo una conoscenza a lungo termine dei singoli individui e raccogliendo dati che contribuiscono in modo significativo alla comprensione della popolazione e alla conservazione degli habitat marini. Siamo inoltre attivi nella ricerca anche in altre regioni del mondo, tra cui l’Africa occidentale, l’area araba e le Isole Pitcairn nel Pacifico meridionale.
Il Centro dei Delfini: la scienza nel cuore della comunità
Negli anni il nostro impegno ci ha permesso di rendere la scienza accessibile alle persone, nelle scuole, attraverso laboratori, conferenze e sul campo. Un traguardo particolarmente significativo è stato raggiunto nel giugno 2023 con l’apertura del Centro dei Delfini a Pirano. Si tratta di uno spazio in cui i visitatori possono scoprire i delfini, il mare e il nostro lavoro di ricerca in modo interattivo, educativo ed esperienziale. Il Centro ha sede nella Casa Barocca in Piazza Tartini 10, nel cuore di Pirano.
Oltre la ricerca: costruire il futuro per i nostri figli e la società
Crediamo che la tutela del mare passi attraverso l’educazione e il coinvolgimento delle persone. Nel corso degli anni abbiamo trasformato il sapere scientifico in esperienze concrete e condivise, rivolte a tutte le generazioni.
Attraverso numerosi laboratori, lezioni nelle scuole, campi e attività pratiche sul territorio, abbiamo permesso a migliaia di bambini di conoscere i delfini e di sviluppare un profondo rispetto per il patrimonio naturale. Con l’Accademia Morigenos abbiamo offerto a studenti delle scuole primarie e secondarie uno spazio sicuro e stimolante per un apprendimento attivo, dove, grazie al tutoraggio e ad attività di ricerca, hanno potuto sviluppare il pensiero critico e il senso di responsabilità verso l’ambiente che un giorno erediteranno.
Dedichiamo inoltre particolare attenzione ai gruppi più vulnerabili, poiché crediamo che il mare e la scienza non debbano essere un privilegio. Con il progetto Il Cuore del Mare apriamo il mondo dei mammiferi marini a bambini provenienti da contesti socialmente svantaggiati, persone anziane e persone con disabilità, rafforzando il senso di inclusione e appartenenza. Inoltre, la piattaforma online Dall’Aula al Mare offre un’aula virtuale gratuita con contenuti su biologia, ecologia e conservazione della natura, pensati per diverse fasce d’età e livelli di conoscenza: dagli studenti agli insegnanti, dai genitori agli appassionati di scienze naturali.
Un sentito ringraziamento ai nostri sostenitori
In occasione di questo anniversario, siamo profondamente consapevoli che il nostro percorso non sarebbe stato possibile senza il sostegno di molti. Desideriamo ringraziare di cuore tutti coloro che in questi 25 anni hanno seguito il nostro lavoro, diffuso la conoscenza sui delfini, partecipato ai nostri eventi, condiviso i nostri contenuti e segnalato le proprie osservazioni in mare. Insieme avete contribuito a costruire la storia di Morigenos.
Un ringraziamento speciale va anche ai nostri donatori, sostenitori e sponsor, che credono nella nostra missione e ci permettono di svolgere un lavoro di ricerca e di campo indipendente e professionale, anche nei momenti più impegnativi. Un grazie particolare va al Comune di Pirano, che ci ha affidato gli spazi nella Casa Barocca, permettendo alla scienza di trovare una casa nel cuore della città e offrendo ai visitatori l’opportunità di avvicinarsi ancora di più ai delfini.
Un anno di celebrazioni e una promessa per il futuro
Per noi, 25 anni non sono solo una ricorrenza, ma una promessa per il futuro. Poiché il futuro dei delfini è inseparabilmente legato al futuro del nostro mare, continueremo con la stessa dedizione a fare ricerca, educare e creare connessioni tra le persone.
Nel corso di questo anno giubilare stiamo preparando una serie di attività ed eventi speciali per celebrare insieme questa importante ricorrenza. Vi invitiamo a seguirci sul nostro sito web e sui canali social, dove condivideremo tutte le novità.
Grazie per essere al nostro fianco e per l’attenzione che dedicate al nostro mare.

Giovane femmina di delfino nuota con una rete per un anno: uno studio raro dal Nord Adriatico

Giovane femmina di delfino nuota con una rete per un anno: uno studio raro dal Nord Adriatico

Morigenos ha fornito nuovi spunti sull’aggrovigliamento cronico dei delfini nelle attrezzature da pesca e sulle potenziali opzioni di intervento. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Diseases of Aquatic Organisms descrive un caso raro ma istruttivo di una giovane femmina di delfino che ha trascorso più di un anno impigliata in un’attrezzatura da pesca nel Nord Adriatico. Lo studio, condotto in collaborazione tra l’associazione Morigenos e l’Istituto Veterinario Nazionale sloveno, fornisce importanti nuovi spunti per la gestione dei casi di impigliamento dei mammiferi marini e per le decisioni sui possibili interventi.
Uno studio multidisciplinare basato su un caso raro
Lo studio si è basato sul monitoraggio a lungo termine dell’animale e sulla successiva necropsia, offrendo agli scienziati una rara visione dei meccanismi e delle conseguenze dell’intrappolamento nelle reti da pesca. Morigenos  – società slovena dei mammiferi marini ha monitorato la giovane femmina, che all’epoca aveva circa un anno, nell’ambito di un monitoraggio sul campo a lungo termine; i ricercatori conoscevano già lei e sua madre da tempo. Durante una delle osservazioni, è stato notato che il delfino trasportava un pezzo di rete da pesca sul corpo. La rete era impigliata nella pinna dorsale e parte della corda era penetrata nel tessuto della pinna stessa. Le fotografie hanno mostrato che, a un certo punto, la rete si era incastrata anche sulla fronte, ma in seguito si era spezzata o staccata da sola. L’aggrovigliamento accidentale nelle attrezzature da pesca spesso provoca la morte immediata di balene e delfini, soprattutto nelle specie più piccole, ma in alcuni casi gli animali riescono a liberarsi con parti di rete o corda ancora  attaccate. Casi di questo tipo di impigliamento a lungo termine sono ben noti nelle grandi balene, ma sono descritti molto meno frequentemente nei delfini.
Nonostante il prolungato impigliamento durato oltre un anno, l’animale è rimasto in buone condizioni fisiche, indicando che l’evento non è necessariamente fatale in certi casi, pur rappresentando un rischio serio e a lungo termine. I ricercatori hanno monitorato le sue condizioni e i possibili sviluppi attraverso documentazione fotografica e osservazioni comportamentali. Sebbene la rete penetrasse sempre più a fondo nella pinna dorsale, l’animale si muoveva, si immergeva e si comportava in modo relativamente normale. I ricercatori hanno valutato che la situazione si sarebbe probabilmente risolta senza un intervento umano diretto, ma purtroppo la storia ha avuto un esito diverso.
Un anno dopo, il delfino è rimasto intrappolato in un’altra rete da pesca, che questa volta si è rivelata fatale. Presso l’Istituto Nazionale Veterinario della Facoltà di Medicina Veterinaria di Lubiana è stata eseguita una necroscopia approfondita, in collaborazione tra Morigenos e l’Istituto Nazionale Veterinario. Durante la necroscopia sono stati inoltre prelevati diversi campioni per ulteriori analisi diagnostiche. I risultati hanno confermato le buone condizioni fisiche dell’animale osservate in mare. È emerso inoltre che il secondo impigliamento era indipendente dal primo e che la situazione originale si sarebbe probabilmente risolta da sola.
E per quanto riguarda l’intervento?
A questo punto, molti si staranno probabilmente chiedendo: «Perché gli esperti non hanno aiutato l’animale durante tutto questo tempo?»
Dopo il primo avvistamento, i ricercatori hanno valutato attentamente le possibili opzioni di intervento, ma a causa di diverse limitazioni hanno deciso che l’intervento non rappresentava la scelta migliore. In base alla mobilità e al comportamento dell’animale, non era possibile avvicinarlo in sicurezza né rimuovere la rete a distanza, il che limitava significativamente le opzioni disponibili. Qualsiasi tentativo di cattura avrebbe potuto causare ulteriore stress, lesioni o persino la morte dell’animale. Poiché il piccolo dipendeva ancora dalla madre, un tentativo di cattura avrebbe potuto anche portare alla separazione della coppia o al ferimento di entrambi, rappresentando un rischio aggiuntivo inaccettabile sia per il piccolo che per la madre. Le osservazioni hanno mostrato che l’animale era mobile, in buone condizioni fisiche e chiaramente in grado di cacciare con successo, come dimostrato dalla sua sopravvivenza a lungo termine. Inoltre, sembrava possibile che la rete potesse fuoriuscire nuovamente dalla pinna dorsale, risolvendo il problema, poiché la rete sarebbe probabilmente caduta dall’animale. I ricercatori hanno quindi deciso che il monitoraggio continuo fosse l’opzione più sensata, valutando le probabilità di sopravvivenza come relativamente buone.
«Molte persone immaginano che sia possibile semplicemente catturare un delfino, sollevarlo su una barca, rimuovere il corpo estraneo e lasciarlo andare», ha dichiarato il dott. Tilen Genov, autore principale dello studio. «Purtroppo, con i delfini selvatici le cose non sono così semplici. Si tratta di animali grandi, pesanti e agili, che si immergono e non si lasciano catturare facilmente. Inoltre, sono molto diversi dai mammiferi terrestri, il che complica molte procedure che altrimenti funzionerebbero sugli animali terrestri. Ad esempio, non è possibile sedare i delfini, e vi è anche il rischio della cosiddetta miopatia da cattura, in cui l’animale può morire a causa di una risposta acuta allo stress. Qualsiasi misura deve quindi essere valutata con estrema attenzione», ha aggiunto.
«L’animale era in ottime condizioni corporee», ha affermato il coautore dello studio, il dott. Tomislav Paller dell’Istituto Nazionale Veterinario, che ha condotto la necroscopia. «A eccezione delle lesioni direttamente correlate alla rete, l’animale era sano e in buone condizioni, compresi gli organi interni, e si nutriva con successo».
«È estremamente difficile valutare lo stato di salute o la prognosi di un animale in natura. Tuttavia, la necroscopia ha dimostrato che la nostra valutazione iniziale era corretta e che l’animale aveva ottime possibilità di sopravvivenza. Purtroppo, il secondo incontro con una rete non ha avuto un esito favorevole, ma le evidenze suggeriscono che si sia trattato di un evento indipendente dal primo», ha aggiunto il dott. Genov.
Il ruolo dei pescatori
Gli autori hanno sottolineato che la collaborazione dei pescatori locali è stata fondamentale per questo studio, poiché sono stati proprio i pescatori a informare i ricercatori del delfino catturato e a riportarlo in porto. Ciò ha fornito informazioni cruciali sull’evento, che altrimenti non sarebbero state disponibili.
«Abbiamo un rapporto di lunga data e di reciproca fiducia con i pescatori», ha dichiarato il dott. Genov. «Invece di rigettare l’animale in mare, come avviene comunemente in molte parti del mondo, i pescatori di Pirano lo hanno portato da noi, permettendoci di trarne insegnamento. Forse la sua morte non è stata del tutto vana».
Tutti i dati indicano che il delfino non è rimasto impigliato nella rete mentre si nutriva dei pesci già catturati dall’attrezzo da pesca, ma che l’intrappolamento è stato probabilmente il risultato di curiosità, disattenzione, inesperienza o di una combinazione di questi fattori.
Un caso triste ma istruttivo
Questo studio rappresenta un raro esempio, su scala globale, di un’analisi approfondita dei meccanismi e delle conseguenze dell’intrappolamento nelle reti da pesca. Raramente gli scienziati hanno l’opportunità di combinare osservazioni su animali vivi con esami post-mortem dettagliati. Lo studio solleva importanti interrogativi su quando e come intervenire e dimostra chiaramente la necessità di decisioni ponderate e specifiche per ciascun caso in merito agli interventi. I risultati di questo caso hanno inoltre contribuito allo sviluppo di linee guida globali per l’azione in caso di intrappolamento dei delfini nelle reti da pesca. Gli autori sottolineano che anche la decisione di «non intervenire» (monitorando comunque la situazione) rappresenta una decisione legittima. Nonostante l’esito triste, i ricercatori auspicano che queste conclusioni contribuiscano in futuro a una migliore comprensione e prevenzione di tali eventi, in cui sarà fondamentale sapere cosa fare e cosa evitare.
Lo studio è disponibile QUI (o su richiesta via e-mail).